Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della Provincia di Venezia

Sette alloggi Ater in restauro grazie al fondo nazionale per le politiche migratorie

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Sono “non erp” e saranno affittati a lavoratori stranieri

In un periodo di crisi, con scarsissime risorse per i restauri, l’Ater di Venezia ha ritenuto di non potersi lasciare scappare i 400 mila euro destinati dal Fondo nazionale per le politiche migratorie a favorire l’accesso all’alloggio della popolazione immigrata, rendendo così utilizzabili ed economicamente attivi alloggi altrimenti sfitti e contribuendo al riavvio del settore edile e alla tenuta di quello turistico. Senza – è bene sottolinearlo – alcuna spesa a carico dell’Ater.

Inoltre, offrendo una soluzione abitativa a lavoratori che hanno difficoltà a trovare casa in una città come Venezia, l’Ater dà concretezza al proprio fine istituzionale sociale.

Saranno restaurati sette alloggi non soggetti alla legge che disciplina l’edilizia residenziale pubblica, quindi non sottratti alle assegnazioni in base alle graduatorie comunali. Al contrario, sono alloggi “liberi”, che l’Ater affitta a canone calmierato, cioè più basso rispetto al mercato ma più alto rispetto a quelli erp, commisurati al reddito.

Dopo il restauro, gli alloggi saranno affidati in convenzione all’Aepe, l’Associazione esercenti pubblici esercizi, che a sua volta li affitterà al personale straniero che lavora nei pubblici esercizi associati: bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, eccetera.

Il finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, infatti, è vincolato alla realizzazione di interventi atti a favorire l’accesso all’alloggio della popolazione immigrata, e regolato da un apposito “Accordo di programma” tra Ministero e Regione del Veneto.

A Venezia, il numero degli stranieri in dieci anni è quintuplicato, passando da seimila a trentamila persone. Con grande difficoltà nel trovare alloggio, a causa degli affitti carissimi e del crescente numero di appartamenti sottratti alla destinazione residenziale e trasformati in strutture ricettive per turisti. Una situazione preoccupante sia per i lavoratori sia per i gestori di bar e ristoranti, che perciò attraverso la loro associazione di categoria, e grazie all’apposito finanziamento ministeriale, hanno concordato con l’Ater un progetto in grado di dare un tetto a tre o quattro lavoratori per ogni alloggio, quindi 21-28 persone nei sette alloggi ovvero, per effetto dalla rotazione stagionale, a circa un centinaio all’anno.

Gli alloggi individuati, il cui restauro è già iniziato e si concluderà in circa novanta giorni, sono due nel sestiere di Cannaregio, zona Carbonifera-San Girolamo, con superfici comprese tra i 64 e gli 80 metri quadrati, e cinque nel sestiere di Dorsoduro, zona Santa Marta, con superfici comprese tra i 53 e 1 59 metri quadrati. Saranno rifatti impianti, servizi, pavimenti e serramenti. Quindi una convenzione affiderà la gestione degli alloggi Ater all’Aepe, che subaffitterà agli esercenti associati, ad uso esclusivo dei propri dipendenti stranieri.

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