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Notiziario ATER @ mail


Editoriale

La grave situazione abitativa che attanaglia migliaia di famiglie e preoccupa decine di comuni richiede sforzi congiunti tra Stato, istituzioni, enti locali, Ater, soggetti privati per costruire nuove case.
Ma esistono anche, particolarmente nelle città, gravi situazioni urbanistiche e sociali che riguardano interi quartieri: zone con edifici vecchi e in pessimo stato di conservazione, talvolta di qualche pregio storico o architettonico e quindi preferibilmente da non abbattere; zone dove convivono vecchi abitanti, legati al proprio quartiere, e nuovi arrivati con redditi bassi che prendono il posto di chi ha potuto andarsene altrove, a stare meglio.
Anche queste situazioni richiedono sforzi congiunti tra soggetti pubblici e privati. E in più richiedono idee, capacità di progettare e coordinare prima ancora che di realizzare.

L’Ater ha sempre prestato grande attenzione alle necessità e ai progetti di ristrutturazione e riqualificazione: nel passato ha restaurato le vecchie abitazioni del centro storico di Dolo, il complesso di Alvisopoli a Fossalta di Portogruaro, Villa Marchi a Mira e l’ex mulino di Cinto Caomaggiore, per citare solo alcuni interventi. Di particolare importanza la riqualificazione dell’area di Campo di Marte, alla Giudecca, dove tre edifici progettati da grandi architetti hanno preso il posto di vecchie case fatiscenti.
La nuova sfida, adesso, è il Contratto di quartiere II di Altobello, a Mestre, che viene illustrato in questo Notiziario. L’impegno dell’Ater è sintetizzato dalle cifre: 156 alloggi nuovi o restaurati, per 25 milioni di investimenti, sui 39 milioni complessivi dell’intero progetto. E l’impegno di tutti – Stato, Regione, Comune, Ater, soggetti privati – è reso concreto non solo dagli atti formali, finanziari e progettuali, ma anche – e forse soprattutto – dal confronto diretto con i cittadini del quartiere, chiamati a partecipare alle decisioni urbanistiche e architettoniche.

Le indicazioni ormai sono chiare. C’è sempre più bisogno di riqualificare grandi aree, con progetti di ampio respiro, sia di restauro sia di abbattimento e ricostruzione, che coinvolgono vari interlocutori e parte della cittadinanza. L’Ater di Venezia è pronta: da molto tempo, nei nostri bilanci, le cifre stanziate per il recupero e la manutenzione superano quelle stanziate per le nuove costruzioni. E possiamo dire di avere nel nostro dna, dopo novantatre anni di attività nell’edilizia sociale, i cromosomi del confronto, della trattativa, della collaborazione, oltre a sperimentate capacità tecniche, progettuali, realizzative e gestionali. A disposizione per altre sfide.

Naturalmente non sono sfide che l’Ater possa lanciare e raccogliere. Occorrono idee condivise sul “cosa fare” in specifiche aree, capacità di leadership di amministratori pubblici e forze sociali, determinati nel far prevalere gli interessi comuni e nel trovare le risorse necessarie. Un cammino difficile per traguardi ambiziosi, che si possono raggiungere e di cui l’Ater è – e intende continuare a essere – partecipe.

Pier Luigi Parisotto
Presidente dell’Ater

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