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Notiziario ATER @ mail


Editoriale

Il 2003 si annuncia per l’Ater un anno di crescita sia sotto il profilo delle cifre, con un bilancio preventivo lievemente superiore rispetto al 2002, sia sotto il profilo dell’attività da svolgere, con un ambizioso Piano poliennale ricco di indicazioni.
L’Ater è ormai il frutto di una trasformazione avvenuta: non è più Iacp ma è Azienda che deve coniugare le finalità sociali con l’equilibrio di bilancio, in una situazione in cui da un lato i fondi pubblici sono in via di esaurimento, dall’altro lato si registrano domande di alloggi diversi da quelli consueti.
In questo nuovo contesto, vogliamo continuare a svolgere la nostra tradizionale “missione” di costruire e gestire alloggi di edilizia residenziale pubblica, con l’ambizione di migliorare la qualità delle prestazioni erogate e di affrontare le nuove emergenze abitative (persone anziane, disabili, studenti, lavoratori immigrati). Vogliamo però conquistare anche una presenza, sia pur piccola, in uno specifico mercato: quello rappresentato dai nuclei familiari con un reddito sufficientemente elevato da impedirne l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma non bastevole per affrontare la spesa di un alloggio alle attuali condizioni di mercato. Questa è una nuova “missione” con la quale l’Azienda si adegua al mutare dei contesti in cui opera.
Restano – assieme all’incertezza sulle fonti di finanziamento ora che si stanno riducendo le risorse pubbliche destinate all’edilizia sovvenzionata – gli obiettivi di sempre, primo tra tutti la manutenzione. Abbiamo scelto di effettuare interventi manutentivi non di pura conservazione ma di effettivo miglioramento qualitativo, sia per elevare gli standard abitativi e di sicurezza sia per salvaguardare il patrimonio immobiliare gestito. Si tratta di un compito vastissimo ed impegnativo, tenuto conto del numero degli alloggi e del fatto che l’investimento medio che l’Ater compie per la ristrutturazione di una abitazione si aggira sui 30-35 mila euro se l’alloggio si trova nel centro storico di Venezia, tra i 15 e i 20 mila euro se si trova nella terraferma veneziana o nelle altre zone della provincia.
Per far questo è necessaria la collaborazione responsabile degli inquilini, secondo precise regole di competenza che chiariscano i rispettivi compiti e riducano possibili equivoci o contenziosi o richieste ingiustificate. A tal fine proseguiremo nella spiegazione dei diritti e dei doveri reciproci dell’Ater, degli inquilini e – in generale - degli utilizzatori dei servizi aziendali, in una logica di customer satisfaction, cioè di soddisfazione del cliente, ascolto delle sue esigenze e miglioramento continuo delle prestazioni.
Accanto alle attività gestionali, l’Ater svolge una considerevole attività di produzione edilizia con la realizzazione di nuovi immobili, recupero o acquisizione di fabbricati con prevalente destinazione residenziale: in tale ambito si opererà per promuovere l’immagine della “qualità Ater”, che non ha nulla da invidiare alle realizzazioni degli operatori privati.
Si tratta di continuare a migliorare, e dimostrare che anche un’Azienda fino a pochi anni fa completamente pubblica può essere efficiente e produttiva mantenendo, accanto a nuovi obiettivi, gli scopi sociali e le regole gestionali che la legge le ha imposto.

Roberto Pellegrini
presidente dell’Ater

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