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Con un utile di 508 milioni e l’accantonamento nel fondo rischi di 2,9 miliardi, approvato il bilancio consuntivo Ater per il 2000

Il bilancio consuntivo dell’Ater di Venezia per l’anno 2000 – approvato dal Consiglio di amministrazione il 25 giugno scorso - si chiude con un utile di oltre mezzo miliardo di lire. Presenta ricavi per 35 miliardi, e costi per 34,5, che comprendono quasi otto miliardi di tasse e tre miliardi di accantonamento nel fondo rischi.
Rispetto al consuntivo 1999, i ricavi sono aumentati di 1,6 miliardi (+4,8%), per effetto principalmente dall’amento dei canoni (+599 milioni di lire) e dall’aumento dei proventi finanziari (+773 milioni).
I costi sono aumentati di 5,5 miliardi (+19%). Sottraendo dai costi l’importo accantonato nel fondo rischi, l’aumento dei costi risulta di 2,5 miliardi, pari all’8,8%, dovuto principalmente all’aumento delle spese di manutenzione non patrimonializzabile (2,3 miliardi).
I quasi tre miliardi accantonati nel fondo rischi determinano anche in larga misura la netta diminuzione, rispetto al 1999, dell’utile di esercizio, che ammonta a 509 milioni di lire.

Ripartizione dei costi e dei ricavi
Le tabelle e i grafici riportano le voci di bilancio, mostrando quelle di maggior rilievo. Per quanto riguarda i ricavi (visualizza la tabella dei ricavi), il 73% (oltre 25,5 miliardi) proviene dai canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sul versante dei costi (visualizza la tabella dei costi), la voce più importante riguarda le spese per il personale (8,5 miliardi di lire, pari al 24,7% del totale); seguono le tasse e imposte (7,9 miliardi di lire, pari al 23% del totale) e le spese di gestione e amministrazione alloggi (7,9 miliardi, 23%).

Costruzione e ristrutturazione di alloggi
Nel corso del 2000 sono stati costruiti 159 nuovi alloggi e ne sono stati ristrutturati 256, per un totale di 415 unità immobiliari.
Di questi, 330 rientrano nell’attività istituzionale dell’Ater, in quanto finanziati con fondi assegnati direttamente all’Ater. I rimanenti 85 sono stati costruiti per conto terzi, cioè per incarico di Comuni o altri enti che hanno ottenuto i finanziamenti e assegnato all’Ater l’incarico di progettare e costruire. Gli alloggi in corso di costruzione o ristrutturazione, al 31 dicembre 2000, erano 753.

Manutenzione
L’importo complessivo impiegato nella manutenzione è stato di circa 10 miliardi di lire.
La manutenzione ordinaria non patrimonializzabile si è assestata attorno ai 6,5 miliardi di lire, cioè il 57% in più del 1999, in relazione anche ai periodi di contabilizzazione. Di tale importo, 1,6 miliardi (pari a circa il 25%) è stato speso per il patrimonio dello Stato, che in termini di ricavo rappresenta il 6% dei canoni.
La manutenzione straordinaria (capitalizzabile) è stata di circa 3 miliardi lire, di cui 180 milioni derivanti dai proventi dalla cessione degli alloggi (legge 560/93) e 2,8 miliardi di fondi Ater.
Inoltre sono stati erogati oltre 808 milioni agli inquilini come contributi per la manutenzione straordinaria di 47 alloggi.

Alloggi e canoni
Al 31 dicembre 2000, gli alloggi in proprietà e in gestione dell’Ater erano 14.267.
Sono stati riscossi complessivamente 27.016.582.540 lire di canoni, considerando sia quelli derivanti dalla locazione di edilizia residenziale pubblica (25,5 miliardi) sia quelli non Erp (1,5 miliardi).
Dividendo l’importo incassato per il numero di alloggi risulta una media di canone mensile di 157.803 lire. Il canone medio del patrimonio dello Stato è di 100.000 lire al mese mentre quello degli alloggi Ater è di 176.000 lire al mese.

Attività immobiliari
Dalla locazione di negozi, uffici, garage sono stati ricavati 1,2 miliardi.
Altri 300 milioni sono giunti dalla locazione di alloggi non di edilizia residenziale pubblica, per un totale di circa 1,5 miliardi.
I canoni di negozi e uffici sono aumentati del 15% rispetto al ’99. I canoni per alloggi non Erp sono aumentati del 13%.
Di rilievo è l’acquisto di 62 alloggi a Portogruaro, inseriti a patrimonio per un valore di 9,3 miliardi di lire e destinati alla locazione in regime di edilizia convenzionata. Acquistate inoltre 10 villette, per un valore di 1,8 miliardi, destinate alla vendita.
Dalla gestione del patrimonio immobiliare dell’Ulss Veneziana sono stati incassati 236 milioni.

Vendita alloggi
Nel 2000 sono stati venduti 261 alloggi (con Legge 513/ 77 e Legge 560/93) ottenendo un prezzo di vendita complessivo pari a oltre 8,6 miliardi (contro gli 8 del 1999). Nel dettaglio, in base alla legge 513/77 sono stati venduti 111 alloggi (di cui 30 con pagamento rateizzato), in base alla legge 560/93 sono stati venduti 142 alloggi (di cui 30 con pagamento rateizzato) e 8 alloggi ai sensi di altre leggi.
Ciò ha comportato le corrispondenti entrate da destinarsi ad investimenti.
Di fronte a circa duemila alloggi previsti dalla legge 560/ 93 per la vendita, ed ulteriori circa mille previsti da leggi precedenti (leggi 513/77 e 1676/60) l’Ater sta compiendo passi avanti per ottenere tale obiettivo - ed altri possono essere compiuti – ma i ritardi nelle vendite sono causati dalla necessità di un complessivo aggiornamento dei dati e della documentazione: occorre infatti verificare la corrispondenza tra lo stato dell’alloggio e i progetti originari (cioè la presenza e il “condono” delle opere “abusive”), la proprietà del terreno su cui sorgono i fabbricati e la titolarità degli assegnatari ad acquistare gli alloggi.

Incremento patrimoniale
Il principale incremento dell’esercizio riguarda i fabbricati, il cui valore aumenta di 34,1 miliardi di lire. Tale importo è costituito da acquisti di nuovi alloggi per 12 miliardi, da lavori ultimati nel 2000 per 18,5 miliardi e da manutenzione straordinaria portata a patrimonio per 3,6 miliardi.
Il patrimonio dell’Ater ammonta a circa 297 miliardi, calcolati come valore al costo di costruzione (con l’aggiunta dei costi delle manutenzioni straordinarie patrimonializzabili) dei circa diecimila alloggi di proprietà dell’Ater.

Imposte, tasse e fondo regionale
Le imposte incidono sui costi dell’Ater per 7,9 miliardi, pari al 23% del totale dei costi e al 29,4% del totale dei ricavi da canoni. Le imposte sui redditi ammontano a 2,8 miliardi (con una diminuzione del 12% rispetto al 1999); l’Ici versata ai comuni ammonta a 2 miliardi; l’Iva indetraibile a 2,2 miliardi (4,6% del totale dei costi, invariato rispetto al ’99); l’imposta di bollo a 28 milioni; quella di registro a 661 milioni (701 milioni in meno rispetto al ‘99); altre imposte a 112 milioni.
Il versamento alla Regione per lo 0,50 % del valore locativo è di stato di 1,1 miliardi.
Il versamento ai Comuni per il fondo sociale è stato di 242 milioni di lire.

Fondo rischi
Sono stati accantonati 2,9 miliardi di lire nel Fondo svalutazione crediti.
L’importo è stato calcolato tenendo conto dei crediti per utenze cessate, della morosità e degli interessi di mora: per far fronte al contenzioso e a eventuali crediti non riscossi, il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori dell’Ater hanno ritenuto “prudenzialmente congruo” dotare il Fondo di 4,2 miliardi di lire. Il Fondo aveva già una disponibilità di 1,3 miliardi, quindi si è deciso un ulteriore accantonamento di 2,9 miliardi.

Variazioni 1999/2000
Nel 2000, l’ammontare degli introiti derivanti dai canoni di locazione è del 2,9% superiore rispetto al 1999 (27,1 miliardi contro 26,4), nonostante durante l’anno siano stati ceduti 261 alloggi.
Gli interessi attivi, ottenuti dal conto di cassa e dagli assegnatari per indennità di mora e per dilazione debiti, ammontano a 1,6 miliardi lire, il doppio rispetto al 1999. In particolare, sono aumentati gli interessi ottenuti dagli assegnatari per indennità di mora (da 168 a 777 milioni di lire) e quelli ottenuti dal conto di cassa (da 491 a 672 milioni di lire). Quest’ultimo risultato deriva dalla fine dell’obbligo di depositare la liquidità nella “tesoreria unica” presso il Ministero del tesoro e dalla conseguente gara, vinta dalla Cassa di risparmio di Venezia, grazie alla quale dal 1° maggio 2000 sono migliorate le condizioni bancarie praticate all’Ater, sia per quanto riguarda gli interessi attivi, sia per le spese e i tempi di pagamento a fornitori, professionisti e imprese.
Restano sostanzialmente invariate rispetto all’esercizio precedente i rimborsi e i proventi derivanti dalla gestione degli stabili, mentre aumentano le spese per la manutenzione e la gestione degli alloggi (da 4,5 a 6,5 miliardi) e diminuiscono quelle per l’amministrazione degli alloggi miliardi nel ’99 a 1,3 nel 2000) anche grazie alla riduzione delle spese legali (da 750 a 468 milioni di lire).
Aumentano i costi di carattere generale (da 2,7 miliardi a 2,9), soprattutto per effetto degli ammortamenti, mentre diminuiscono le spese generali in senso stretto.
Il costo del personale è cresciuto di 567 milioni: ciò è dovuto all’assunzione di 6 persone a tempo indeterminato e di 33 assunzioni temporanee con contratti di lavoro interinale (10), a tempo determinato (11) e di lavoro “socialmente utile” (12).
Da rilevare la diminuzione di quanto versato per imposte e tasse: da 9,1 miliardi nel 1999 a 7,9 nel 2000, con un beneficio di 1,2 miliardi, pari al 13%. Le imposte e le tasse incidono però ancora del 23,1% sul totale dei costi, e del 29,4 sul totale dei canoni di locazione incassati.

Da sottolineare
Alcuni punti meritano di essere ulteriormente sottolineati, al di là di quanto emerge dall’analisi delle cifre di bilancio.

  • Gli interventi di manutenzione ordinaria (per quasi 6,5 miliardi di lire) sono stati svolti usufruendo di fondi ordinari di bilancio e permettendo di dare congrue risposte a domande di intervento da molto tempo giacenti. Il sondaggio sulla “soddisfazione degli inquilini” commissionato dall’Ater ed effettuato da una società specializzata, ha dimostrato che si deve far meglio, ma che il giudizio degli inquilini è già sostanzialmente positivo.
  • La manutenzione da capitalizzare ha avuto un notevole sviluppo: nel corso del 2000 infatti si sono eseguiti lavori con fondi provenienti dalla L. 560/93 e con fondi Ater per quasi 3 miliardi.
  • Il programma per nuove abitazioni è stato avviato per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi regionali che ricoprono, ormai, solo parte del costo dell’opera.
  • La fine sostanziale di nuovi interventi di edilizia sovvenzionata per la quale sono, però, continuati i programmi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • Un aumento, anche per una migliore organizzazione del lavoro, degli alloggi venduti e dell’investimento delle risorse ricavate.
  • L’avvio di nuovi programmi di edilizia convenzionata, con canoni calmierati, usufruendo di risorse regionali e della collaborazione dei comuni.
  • Il completamento dell’informatizzazione dei vari servizi.
  • Il miglioramento della possibilità di informazione degli inquilini con la pubblicazione, ormai consolidata, del Notiziario; con il regolare invio al domicilio dell’utente dei “libretti” con i bollettini per il pagamento del canone; con la pubblicazione del Vademecum e l’invio di uno schema riassuntivo sulle competenze per gli interventi di manutenzione; con la conoscenza, tramite una ampia consultazione e il riscontro dei reclami, delle opinioni degli inquilini sul servizio reso; con l’avvio del nuovo sito Internet.

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