Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della Provincia di Venezia

Modalità di calcolo del canone

stampa

Il calcolo del canone di locazione si effettua tenendo conto di numerosi parametri relativi all’alloggio e al reddito del nucleo familiare. Innanzitutto viene determinata la superficie detta “convenzionale”, calcolata sulla base di parametri e coefficienti stabiliti dall’articolo 13 della legge 392/1978 (nota come legge sull’equo canone), ovvero:

  • la superficie dell’alloggio (misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni) contata per intero se supera i settanta metri quadrati; oppure maggiorata del 10 per cento se compresa tra i 46 e i 70 metri quadrati; oppure maggiorata del 20 per cento se inferiore a 46 metri quadrati (le maggiorazioni non si applicano se lo stato di conservazione dell’immobile è giudicato “scadente”, secondo i parametri dell’articolo 21 della stessa legge);
  • il 50 per cento della superficie dell’autorimessa;
  • il 20 per cento della superficie del posto macchina comune;
  • il 25 per cento della superficie di balconi, terrazze e cantine;
  • il 15 per cento della superficie scoperta a uso esclusivo del conduttore;
  • il 10 per cento delle aree verdi condominiali (secondo la quota millesimale riferita all’alloggio).

Viene detratto il 30 per cento della superficie dei vani con altezza inferiore a 1,70 metri. Si prende quindi il costo base dell’alloggio per metro quadrato, calcolato come stabilito dagli articoli 14 e 22 della legge 392/1978 e, per gli immobili costruiti dopo il 1975, fissato ogni anno con decreto del Presidente della Repubblica.

Al costo base si applicano dei “coefficienti correttivi” (articoli da 15 a 22 della legge 392/1978) che ne aumentano o diminuiscono il valore in funzione di: tipologia dell’alloggio (signorile, popolare, rurale, eccetera), classe demografica dei comuni, ubicazione (zona agricola, periferica, centro storico, eccetera), livello di piano, vetustà, stato di conservazione e manutenzione.

Il costo per metro quadrato così calcolato, la superficie convenzionale e altri coefficienti, tra cui la variazione, accertata dall’Istat, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, danno infine il cosiddetto “canone oggettivo”.

Si considerano quindi le condizioni del nucleo familiare: dal reddito convenzionale e dall’eventuale stato di decadenza si giunge all’”area di reddito” e si determina il canone che, secondo le regole stabilite dalla legge regionale 10/96 (vedi la pagina precedente), potrà anche non tenere conto dell’alloggio ma basarsi soltanto sul reddito (nei casi, per esempio, in cui il canone calcolato anche sull’alloggio supera una certa percentuale del reddito del nucleo familiare). Infine vengono aggiunte l’indennità relativa alle persone ospitate e eventuali sanzioni previste dalla legge in caso di decadenza o di presenza nell’alloggio di persone non autorizzate.

Torna Sutorna su