Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale della Provincia di Venezia

Il canone di locazione

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Il canone di locazione previsto per gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica soggetti alla legge regionale 10/96 viene sostanzialmente determinato sulla base del reddito degli assegnatari, tenendo conto del valore locativo dell’alloggio. Gli assegnatari, infatti, a seconda del reddito del nucleo familiare, vengono inseriti in tre aree distinte: la prima (area di protezione) tiene conto del reddito effettivo, cioè quello imponibile, del nucleo familiare; le altre due (area sociale e area di decadenza) sono determinate sulla base del cosiddetto “reddito convenzionale” (vedi ” Accesso – I requisiti – nota**”). A ciascuna delle tre aree reddituali (e, all’interno delle stesse, a ogni sottoarea) corrisponde una diversa applicazione del canone.

Per reddito fiscale si intende il reddito di cui all’articolo 8 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni, dedotti gli oneri di cui all’articolo 10 del citato decreto quali risultano dall’ultima dichiarazione presentata. Per reddito convenzionale si intende la somma dei redditi fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare, quali risultano dall’ultima dichiarazione presentata, da computarsi con le modalità di cui all’articolo 21 della legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modifiche ed integrazioni. Qualora il nucleo familiare abbia un numero di componenti superiore a due, il reddito complessivo annuo del nucleo è ridotto di euro 516,46 per ogni componente oltre i due, sino ad un massimo di euro 3.098,75. La riduzione si applica anche per i figli a carico oltre alla riduzione per gli stessi prevista dall’articolo 21 della legge 5 agosto 1978, n. 457.

A – Area di protezione

A1: per redditi da pensione, lavoro dipendente o assimilabili non superiori all’importo di una pensione minima Inps: in questo caso il canone applicato è pari al 4 per cento del reddito fiscale.

A2: per redditi da pensione, lavoro dipendente o assimilabili superiori al limite precedente, ma non all’importo di due pensioni minime Inps: il canone applicato è pari al 6 per cento del reddito fiscale.

I canoni dell'”area di protezione” non possono essere inferiori al 4 per cento di mezza pensione minima dell’Inps e non possono superare il 50 per cento del canone calcolato ai sensi degli articoli da 12 a 22 e 24 della legge 392/78. Tali canoni vanno applicati solamente ai nuclei familiari i cui redditi complessivi sono costituiti per almeno il 75 per cento da pensione, lavoro dipendente o da redditi a questi assimilabili (trattamento di cassaintegrati, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione, sussidi assistenziali e assegno del coniuge separato o divorziato).

(La legge 392/78, nota come legge sull’equo canone, è superata da normative più recenti ma gli articoli da 12 a 22 e 24 restano in vigore per quanto concerne la determinazione dei canoni degli alloggi Erp. Di seguito, per comodità descrittiva e riferendoci esclusivamente agli alloggi gestiti dall’ATER, indicheremo come vecchio equo canone il canone calcolato ai sensi degli articoli da 12 a 22 e 24 della legge 392/78.)

B – Area sociale

Per l’Area B – Area sociale, il canone viene calcolato con le modalità previste per il vecchio equo canone. L’area B è suddivisa in tre sottoaree B1, B2 e B3 a seconda del reddito posseduto dal nucleo familiare.

B1: il canone applicato è pari al vecchio equo canone ridotto del 25 per cento nel caso che il “reddito convenzionale” del nucleo familiare sia inferiore a 10.845,59 euro (corrispondenti a 21 milioni di lire, cioè al limite di reddito per l’accesso agli alloggi Erp stabilito originariamente dalla Regione Veneto).

B2: il canone applicato è pari al vecchio equo canone nel caso in cui il “reddito convenzionale” del nucleo familiare sia compreso tra il limite stabilito dalla Regione e lo stesso aumentato del 43 per cento.

B3: se il “reddito convenzionale” è compreso tra il limite stabilito dalla Regione aumentato del 43 per cento e lo stesso limite aumentato del 75 per cento, allora il canone applicato è pari al vecchio equo canone maggiorato del 20 per cento. Il canone applicato in quest’area non può comunque superare, per i nuclei familiari i cui redditi siano costituiti per almeno il 75 per cento da lavoro dipendente o pensione o redditi assimilabili:

  1. il 10 per cento del reddito fiscale in caso di nucleo composto da 4 o più persone;
  2. l’11 per cento del reddito fiscale in caso di nucleo composto da meno di quattro persone.

C – Area di decadenza

Quando il “reddito convenzionale” del nucleo familiare supera il limite previsto dalla Regione aumentato del 75 per cento, l’assegnatario entra nell'”area di decadenza”, che comprende tre suddivisioni.

C1: il canone applicato è il vecchio equo canone aumentato del 50 per cento, nel caso il reddito del nucleo familiare sia compreso tra il limite della Regione aumentato del 75 per cento e il doppio dello stesso limite; in caso di redditi derivanti per almeno il 75 per cento da pensione, lavoro dipendente o assimilabili, il canone non può comunque superare il 14 per cento del reddito imponibile annuo del nucleo familiare.

C2: il canone applicato è il vecchio equo canone maggiorato del 100 per cento, per i nuclei familiari che hanno un reddito compreso tra il doppio ed il triplo del limite stabilito dalla Regione.

C3: viene applicato il vecchio equo canone aumentato del 150 per cento ai nuclei familiari che superano anche il tetto della precedente fascia C2.

Qualora, a seguito dell’ordinanza del sindaco, l’inquilino in “area di decadenza” perda la qualifica di assegnatario (vedi la scheda Decadenza per superamento dei limiti di reddito), non potrà mantenere il contratto di locazione Erp e dovrà sottoscriverne con l’ATER un altro, appositamente predisposto, conservando le condizioni economiche del punto C.

Modifica introdotta dalla Legge regionale 10 agosto 2006, n. 18

L’importo mensilmente dovuto dagli assegnatari con contratti di locazione stipulati dopo il 15 agosto 2006 (data di pubblicazione della legge regionale 18/2006) è costituito dal canone di locazione mensile, determinato secondo i criteri fin qui esposti, aumentato di un ammontare pari ad euro 10,00.

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