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Mestre

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In via Bissolati 39 nuovi alloggi “sperimentali”, con soluzioni innovative negli spazi e negli impianti

Atteso per anni, travagliato da fallimenti di imprese e portato a termine grazie alla caparbietà organizzativa dell’Ater, è finalmente a disposizione degli inquilini assegnatari l’edificio “sperimentale” di via Bissolati, a Mestre. Gli alloggi ricavati sono 39, ma proprio per le particolari – per l’appunto: “sperimentali” – soluzioni adottate, potrebbero essere di più o di meno. In fase progettuale, infatti, è stata prevista una notevole flessibilità nella distribuzione degli spazi, per cui nel fabbricato, anche dopo la conclusione dei lavori, con semplici operazioni si possono ricavare da 32 a 44 alloggi, suddividendo un grande alloggio in due più piccoli o raggruppandone due piccoli per ottenerne uno grande. Oltre alla valenza tecnico-strutturale, l’intervento ha anche una forte valenza urbanistica e sociale, poiché costituisce parte di un programma che prevede il recupero urbanistico ed edilizio di un’area a ridosso di Corso del Popolo, nel cuore di Mestre, contigua a un’altra area in corso di riqualificazione, quella di Altobello. Viene in sostanza sostituito, all’interno del tessuto urbano consolidato, un complesso di edifici degradati e privo di servizi, con un nuovo, funzionale, sistema urbano, comprendente l’edificio appena completato e un altro, simile, da costruire, che probabilmente sarà adattabile ad alloggi sia per famiglie sia per persone anziane.

Finanziamento e progettazione

L’opera è stata finanziata con i fondi di una legge del 1982, la legge n. 94, che prevedeva apposite risorse per la sperimentazione di nuove soluzioni tecniche e progettuali negli edifici di edilizia residenziale pubblica. La sperimentazione doveva riguardare principalmente la “flessibilità” degli alloggi, cioè la possibilità di variarne il numero all’interno del fabbricato, e speciali tecnologie impiantistiche: soluzioni progettuali mai praticate prima in Italia (e forse in Europa). A seguito di quella legge, nel 1984 l’Iacp di Venezia affidò a una Commissione di tecnici l’impostazione di un edificio con caratteristiche innovative. Dallo studio della Commissione, il prof. arch. Gianfranco Roccatagliata nel 1987 redasse il progetto che ottenne – assieme a pochi altri in Italia – uno speciale finanziamento dal Ministero dei Lavori Pubblici. Di tali progetti, solo due sono giunti a conclusione: questo di Mestre e uno a Genova. L’importanza della sperimentazione – di interesse non solo nazionale – comporterà una fase di controllo, già prevista nel finanziamento, che vedrà di nuovo impegnati la Commissione e il progettista sia nei prossimi mesi per una prima verifica sia in tempi più lunghi per periodici monitoraggi.

Descrizione dell’edificio

L’edificio è stato realizzato, secondo progetto, ricavandone 32 appartamenti di varie dimensioni:

  • dodici piccoli, di circa 45 metri quadrati, costituiti da soggiorno e angolo cottura, camera, antibagno, bagno, ripostiglio e corridoio;
  • otto medi, di circa 57 metri quadrati, costituiti da ingresso, soggiorno e angolo cottura, due camere, ripostiglio, bagno e corridoio;
  • dodici grandi, di circa 92 metri quadrati, costituiti da soggiorno pranzo, cucina, tre camere, antibagno, bagno, doccia, ripostiglio e corridoio.

Il fabbricato è dotato di un’ampia autorimessa interrata con 34 posti macchina e 45 magazzini. Tutti gli alloggi hanno quindi un posto macchina coperto di circa 12 metri quadrati e un magazzino di circa dieci. Vi sono anche dodici posti auto esterni. Ogni alloggio dispone di almeno una terrazza. Gli alloggi sono distribuiti su due comodi e caratteristici vani scala circolari con pavimento in marmo, ognuno servito da ascensore. Nell’edificio ci sono anche tre negozi (due negozi di 54 metri quadrati e uno di 73) e una grande sala comune (211 metri quadrati), semicircolare, con finestroni e locali di servizio (disbrighi, magazzino, tre bagni anche per disabili) utilizzabile per riunioni, attività culturali e ricreative, sia di condominio che di quartiere. Nella fase di assegnazione degli alloggi in funzione della composizione dei nuclei familiari assegnatari, sette degli appartamenti maggiori sono stati suddivisi, mediante la predisposizione realizzata in corso d’opera, ognuno in due appartamenti piccoli per cui già oggi il fabbricato è costituito da 39 alloggi e non più da 32. Si potrebbe arrivare fino a 44 alloggi.

Caratteristiche innovative

Oltre alla flessibilità nella composizione degli alloggi, un’altra interessante caratteristica del nuovo fabbricato è la ventilazione forzata controllata, che evita il ristagno di gas, fumi, odori e la formazione di muffe Questo accorgimento è molto importante soprattutto negli alloggi abitati prevalentemente da inquilini anziani.
Nell’impianto di riscaldamento, che funziona a pavimento ed è a alto rendimento e basso consumo, viene recuperato il calore dell’aria calda estratta dagli alloggi.

Realizzazione

Il cantiere è stato aperto alla fine del 1995, dopo complesse procedure amministrative, ed è stato seguito, in qualità di ingegnere capo e anche di direttore dei lavori, dall’ing. Domenico Contarin. Varie interruzioni per fallimento delle imprese appaltatrici hanno comportato forti ritardi non imputabili all’Ater la quale, per portare a termine l’opera, ha infine scelto di eseguire le parti mancanti in modo da poter ricorrere a procedure più rapide, sebbene questo abbia reso assai più complessa la gestione del cantiere.

Costi

L’edificio è costato complessivamente 2.784.469 euro, compresi la sala comune, i negozi, i magazzini e i posti macchina aggiuntivi. La sola parte residenziale ha avuto un costo di 2.215.327 euro, corrispondente al costo per ogni alloggio di 56.803 euro. Il costo complessivo dell’intervento passa a 4.065.238 euro se si comprendono gli oneri e spese generali non relativi alla costruzione ma alla particolarità e al carattere sperimentale dell’iniziativa, cioè alle eventuali trasformazioni future degli alloggi e alle varie fasi di verifica, anche negli anni futuri, necessarie a controllare gli effetti della sperimentazione e a valutare la possibilità di altri successivi sviluppi.Selezionate un’immagine per ingrandirla.

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