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Chioggia, Casa del pescatore

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A Chioggia, 42 nuovi alloggi nella ex “Casa del pescatore”

C’è una nuova Casa del pescatore nell’area dove sorgeva uno dei simboli della ricostruzione e del risanamento di Chioggia nel dopoguerra. Un edificio del tutto nuovo, che è stato consegnato dall’Ater di Venezia all’amministrazione cittadina la quale ha assegnato agli inquilini i quarantadue alloggi. L’edificio è composto da dieci appartamenti di piccole dimensioni, inferiori a 46 metri quadrati; dodici appartamenti con superficie tra i 46 e i 60 metri quadrati; quattordici tra 60 e 70 e sei appartamenti tra i 70 e i 95 metri quadrati. Il costo complessivo dell’intervento, progettato dall’ingegner Giorgio Vianello di Chioggia, è di 2,8 milioni di euro. I canoni di locazione, calcolati secondo quanto previsto dalla legge regionale 10/96 che regola l’edilizia residenziale pubblica, sono compresi tra i 9 e i 177 euro mensili.

La ricostruzione della ex-Casa del pescatore è stata lunga e travagliata, come del resto la storia del primo edificio, che fu voluto dal Comune di Chioggia nell’ambito dei lavori di colmata e urbanizzazione della Tombola, un’area a ridosso della città che fino agli anni Quaranta presentava solo alcune case sparse. Il Comune si prese carico di fabbricare un grande edificio per dare alloggi alle famiglie ancora senza tetto. La Casa del pescatore ebbe un iter edificatorio particolarmente irto di difficoltà, per cui fu terminata dopo circa un decennio, alla fine degli anni Cinquanta. Venne abitata in modo precario e non sempre rispettoso delle strutture e degli impianti, per cui negli anni Ottanta l’amministrazione comunale dovette sgombrarla. L’Iacp di Venezia, che si era assunto l’incarico del restauro, la dichiarò staticamente non agibile. Si effettuarono le demolizioni preliminari, dopo di che l’edificio fu giudicato irrecuperabile e quindi si decise di redigere un nuovo progetto. L’Ater acquistò l’edificio dal Comune e, con i fondi del Programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica (legge 67/88, art. 22), nel 1996 iniziarono i lavori, che vennero interrotti per inadempienza contrattuale della prima ditta vincitrice dell’appalto. Un nuovo appalto, alla fine del 2000, permise che i lavori riprendessero, per concludersi nell’ottobre del 2004.

“L’operazione di recupero dell’ex Casa del pescatore – ha detto il presidente dell’Ater Roberto Pellegrini – si iscrive in un più ampio progetto di recupero dei luoghi storici e significativi della città”. Un risultato importante che l’Ater di Venezia, insieme al Comune di Chioggia, ha realizzato nel segno dell’identità e del recupero culturale di Chioggia.

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