home


Consegna alloggi a Campo Marte - Giudecca

Venezia,  08 settembre 2004

51 alloggi nei due edifici di Rossi e Aymonino

Ater Venezia consegna le chiavi di 51 alloggi situati nell’area di Campo di Marte alla Giudecca. Oggetto della consegna degli alloggi sono i due edifici realizzati da due grandi nomi dell’architettura mondiale: Aldo Rossi e Carlo Aymonino, rispettivamente i due fabbricati comprendono 25+26 alloggi.
L’intervento residenziale è motivo di orgoglio per Ater Venezia perché costituisce il risultato di una più vasta operazione urbanistica di Recupero Urbano nell’Isola della Giudecca a Venezia, in un sito ambientale particolarmente pregiato posto sul retro della Chiesa delle Zitelle proprio di fronte alla splendida cornice della Madonna della Salute e al bacino di San Marco.
Un’operazione di edilizia residenziale sociale che sposa un’iniziativa unica nel suo genere che vede gli alloggi pubblici oggetto di interventi di rimodulazione del tessuto urbanistico e socio-economico. L’atto di nascita del progetto di recupero di Campo di Marte alla Giudecca risale al 1983 quando per primo lo IACP, di concerto con il Comune di Venezia, avvia una coraggiosa operazione di ristrutturazione urbanistica che prevedeva la demolizione di un consistente numero di edifici abitati e la successiva costruzione di un complesso edilizio ordinato e organico. Per ottenere un risultato degno del particolare sito e della singolarità e unicità della città di Venezia lo IACP decide di indire un Concorso internazionale di progettazione su invito interpellando una decina tra i più famosi Architetti italiani e stranieri.
Il Concorso per il Progetto Urbanistico è stato vinto dall’architetto portoghese Alvaro Siza Viejra mentre la progettazione degli edifici è stata affidata agli architetti Carlo Aymonino (Italia) , Aldo Rossi (Italia), allo stesso Alvaro Siza Viejra e a Raphael Moneo (Spagna).

La consegna degli alloggi da parte di Ater Venezia comprende gli edifici progettati da Carlo Aymonino (26 alloggi a nord) e da Aldo Rossi (25 alloggi a sud). Ambedue compresi nel progetto Urbanistico di Alvaro Siza .
L’edificio Aymonino ha una particolare forma ad H ed è sviluppato su quattro piani serviti da due entrate, due scale e due ascensori.
Il fabbricato comprende: 8 alloggi di 50 mq, 8 alloggi di 61 mq, 2 alloggi di 70 mq, 4 alloggi di 78 mq, 4 alloggi di 95 mq circa.
Tutti gli appartamenti dispongono di proprio magazzino; due alloggi sono attrezzati per persone disabili.
L’intero edificio e tutti gli alloggi sono adattabili e visitabili per persone con difficoltà motorie.
Il fabbricato è caratterizzato da una copertura centrale a piramide trasparente che consente di illuminare i corridoi, le scale, e lo spazio tra essi compreso che, a terra, si configura come un passaggio coperto semipubblico.
L’edificio Rossi ha una particolare forma a U rovesciata e si sviluppa su quattro piani abitabili e un piano sottotetto nel quale sono state ricavate le soffitte.
Quest’ultimo è dotato di quattro accessi, quattro scale, quattro ascensori che servono: 6 alloggi da 45 mq, 16 alloggi da 66 mq, 3 alloggi da 95 mq circa.
Tutti gli alloggi dispongono di soffitta.

Anche nell’edificio realizzato da Aldo Rossi due alloggi sono attrezzati per persone disabili mentre l’intero edificio e tutti gli alloggi sono adattabili e visitabili per persone con difficoltà motorie. La copertura dei due corpi di fabbrica residenziali è a volta, e coperta con lastre metalliche curve espressamente progettate e volute dal defunto architetto Rossi. Gli elementi edilizi sono collegati fra loro da un sistema di terrazze praticabili che conferiscono al complesso la particolare forma.
L’area su cui sono realizzati i due edifici è stata completamente attrezzata con nuove fognature, nuove reti tecnologiche di servizi e interamente pavimentata con masegni di trachite come tutti gli spazi pubblici cittadini.
Il costo complessivo per i lavori sui due edifici è stato di 5.636.000 Euro distinto: per l’Edificio Aymonino in 2.919.000 Euro e per l’Edificio Rossi in 2.717.000 Euro. “La consegna degli alloggi Ater di Campo di Marte alla Giudecca è un grande avvenimento per l’azienda, per gli inquilini Ater e per Venezia – spiega Roberto Pellegrini, presidente Ater Venezia. “Un risultato eccezionale che dimostra una volta per tutte come l’edilizia residenziale pubblica possa significare anche riconsegnare ai cittadini un territorio recuperato e mutato nelle sue caratteristiche architettoniche in uno dei contesti più straordinari del nostro Paese. Edilizia pubblica e sociale, con l’operazione portata a termine alla Giudecca da Ater Venezia, smette definitivamente di essere sinonimo di trascuratezza e scarsa attenzione per l’inquilino, ma diventa bensì un passo importante nella direzione della soluzione abitativa ideale per le fasce deboli e per i disabili. Gli inquilini diventano i protagonisti e i destinatari privilegiati di un recupero eccezionale in una città unica al mondo come Venezia. Mi auguro – conclude Pellegrini – che questa esperienza, prima forse in Italia, sia l’inizio e lo stimolo per cominciare a pensare l’edilizia sociale in chiave finalmente moderna”.