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Residenza Veneziana: un calmiere per il mercato

Venezia,  30 marzo 2004

Strumento per una nuova alleanza tra l’Ater e i comuni della provincia di Venezia nel campo dell’edilizia residenziale pubblica.

L’ATER di Venezia ha recentemente costituito un’apposita società a responsabilità limitata, interamente a capitale pubblico, chiamata “Residenza Veneziana” e alla quale hanno aderito, in qualità di soci, 30 Comuni della provincia di Venezia su 44.

In tutta l’Italia, questa è la prima società di una certa dimensione che – occupandosi della casa in generale – mette assieme, in qualità di soci, l’Ente provinciale per le case popolari e i Comuni, così da poter realizzare al meglio gli scopi istituzionali, sviluppando sinergie che consentiranno di ottenere alloggi a costi contenuti e concreti effetti calmieratori del mercato, offrendo case in locazione e per l’acquisto ai cittadini con reddito medio.
Si tratta di una società finalizzata ad ampliare le possibilità di intervento dell’ATER e dei Comuni, che opererà soprattutto in un segmento del mercato dell’edilizia residenziale – oggi di fatto non presidiato – costituito da coloro che per reddito non possono accedere alle case pubbliche, ma neanche al mercato ordinario.
Altro aspetto che può essere di grande interesse, è dovuto al fatto che i Comuni, attraverso una loro società, possono partecipare attivamente alla politica immobiliare del proprio territorio, con interventi urbanistici mirati, costruendo una politica che coniughi risposte sociali con lo sviluppo economico.
Il tutto ricorrendo non al denaro pubblico, ma al mercato del credito, finanziando gli alloggi da destinare a “casa sociale” con il guadagno che deriva dalla vendita, sul libero mercato a prezzi calmieratori, di una parte delle abitazioni realizzate.

Il problema della casa sta peraltro tornando prepotentemente ad occupare una parte di rilievo nelle agende dei vari enti territoriali chiamati a dare risposta in questo settore.
Si è infatti di fronte ad una irrisolta pressione abitativa che ha sempre più i connotati di un fenomeno strutturale che trova origine diretta nelle politiche di settore, le quali da sempre hanno incentivato la casa in proprietà, penalizzando l’affitto privato e disincentivando quello pubblico, e nelle dinamiche del mercato che hanno costantemente elevato i costi della casa.
Nonostante le realizzazioni di edilizia pubblica e privata si assiste ad un incremento delle domande di assegnazione alloggi in locazione che dimostra l’assoluta insufficienza del mercato a dare risposte adeguate.
E’ pur vero che le famiglie vivono per l’80% in case di proprietà, ma la rimanente parte (20%) trova grande difficoltà, agli attuali prezzi di mercato, ad acquisire una casa in proprietà o in locazione.
La stessa proprietà dell’alloggio è spesso vissuta come una scelta obbligatoria non avendo il mercato una maturità tale da consentire anche opzioni diverse rispetto a quelle della casa in proprietà.

E’ in questo contesto che nasce Residenza Veneziana, tenuto conto che la domanda di abitazioni in proprietà e in locazione a prezzo calmierato può essere soddisfatta, in assenza di finanziamenti pubblici, solo da diverse forme di finanziamento, provenienti da attività immobiliari produttive di reddito che si trasforma in alloggi da assegnare in locazione.
“Residenza Veneziana s.r.l.”, vuole dunque essere strumento per affrontare con efficacia alcune esigenze del settore abitativo e offrire ulteriori servizi ai cittadini attualmente non erogati, in quanto l’attività prevalente dell’ATER è rivolta ad affrontare problemi governati spesso dalla rincorsa alle emergenze man mano che si presentano.

Queste in sintesi le attività di Residenza Veneziana:

  • ricerca delle opportunità di intervento immobiliare sul territorio provinciale, che consentano la realizzazione di complessi residenziali ove si preveda la realizzazione di alloggi da assegnare in proprietà con fini calmieratori del mercato, destinando parte degli utili alla realizzazione di alloggi da assegnare in locazione;
  • attuazione delle attività di gestione del patrimonio immobiliare non sociale, mediante Amministrazioni Condominiali, ma anche mediante la gestione di canoni e della manutenzione di alloggi in locazione;
  • avvio delle attività di Global Service per la gestione di pacchetti patrimoniali.

“La collaborazione con i Comuni – spiega Roberto Pellegrini, presidente Ater Venezia – rientra tra gli obiettivi statutari di Residenza Veneziana. La Società può quindi divenire immediatamente strumento operativo concreto dell’Ente locale nella programmazione della politica abitativa e nella realizzazione di immobili affrontando il tutto non più con interventi di emergenza ma con un piano di edilizia residenziale che tenga conto del continuo e costante cambiamento del mercato del lavoro finalizzato ad una politica di sviluppo solidale”.

Roberto Marcato, sindaco di Mira
“Impossibilitato a partecipare alla presentazione della società “Residenza Veneziana”, desidero esprimere il mio pensiero con queste righe.
L’adesione di 30 comuni su 44 all’iniziativa dell’ATER di costituire nella provincia di Venezia la “Residenza Veneziana” srl, sta a dimostrare la convinzione diffusa che nella sinergia tra Comuni e ATER si possa trovare un affinamento ulteriore volto a dare risposta alla diffusa domanda di alloggi pubblici.
Il Comune di Mira è stato fra i primi a sottoscrivere le quote azionarie perché ci attendiamo che la proficua collaborazione che già esiste con l’ATER possa avere ulteriori sviluppi operativi nell’interesse dei nostri cittadini”.

Francesca Zaccariotto, sindaco di S. Donà di Piave
“L’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave, ha accolto con favore ed interesse l’opportunità di diventare socio della Società Residenza Veneziana s.r.l., che rappresenta il braccio operativo dell’ Ente provinciale delle case popolari e dei Comuni.
E’ un’opportunità che consente alla nostra città di avere un ruolo nella strategia politica dell’edilizia residenziale pubblica che ci permetterà di soddisfare con maggiore facilità il bisogno di abitazioni a costi più bassi.
Lo scopo fondamentale di tale strategia è quello di calmierare il mercato dell’edilizia nel quale i prezzi stanno diventando proibitivi soprattutto per le categorie sociali più deboli. In tal modo il Comune diventa parte attiva della politica immobiliare del proprio territorio, con interventi urbanistici mirati, armonizza gli obiettivi di una politica sociale con gli obiettivi dello sviluppo economico.
Riteniamo pertanto che questo sia un modo intelligente e tempestivo di intervenire con le ragioni della politica sociale e del bene comune in un settore dove spesso si riscontrano fenomeni di speculazione e ragioni di puro profitto.
E’ un segnale importante con il quale il Comune esercita il suo ruolo di Ente pubblico che, per sua natura, è chiamato ad esercitare un’azione di correzione preventiva alle tendenze delle leggi di mercato che rischiano talvolta di sopraffare gli interessi della comunità”.